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La discografia di questa etichetta, nata nel luglio del 1969, è una delle più difficili da ricostruire. Accanto a dischi molto venduti e famosi come quelli di Battisti, di Lauzi o della Premiata Forneria Marconi, sono stati pubblicati dischi rimasti sconosciuti come quelli di Luciano Winderling, dei Magnetic Workers o di Peter & Expansive Sounds.

In questa discografia (in continuo aggiornamento), sono comprese tutte le emissioni della Numero Uno su album e su singolo nel periodo che va dal 1969 al 1976, cioè fino al momento in cui la RCA, la distributrice della Numero Uno, cambiò il metodo di numerazione dei dischi da lei distribuiti.

La scelta iniziale era di limitare la discografia al periodo in cui Battisti è stato un azionista dell'etichetta (anche se in piccola parte). Non è stato possibile delimitare con precisione questo periodo perché la cessione definitiva della Numero Uno alla RCA è avvenuta alla fine del 1974 ma molti progetti già in fase avanzata di completamento, sono stati pubblicati successivamente a tale data (l'esordio di Tony Esposito per esempio).

Fino al 1976 inoltre la Numero Uno mantiene una certa indipendenza nella scelta del repertorio da pubblicare e per questo si è quindi deciso di adottare quale limite temporale per l'elencazione delle emissioni, il cambio di numerazione deciso dalla RCA nella primavera del 1976.

Nel periodo successivo ci sono sicuramente altre emissioni importanti della Numero Uno (Lauzi, Pappalardo, Mango, PFM ed altri) e forse in futuro continueremo l'elenco delle uscite discografiche dell'etichetta milanese.

I fondatori
la Numero Uno nasce, come già detto, nell'estate del 1969 o perlomeno in quel periodo ne viene data notizia dalla stampa specializzata. I fondatori sono Giulio Rapetti (Mogol), suo padre Mariano (in arte Calibi) e Alessandro Colombini, tutti e tre fuoriusciti dalla Ricordi. Piccole quote azionarie sono state acquisite in tempi diversi da Lucio Battisti, da Franco Daldello e da Carlo Donida.

La responsabile dei rapporti con la stampa era Mara Maionchi, oggi produttrice di Tiziano Ferro.

Colombini lascia la Numero Uno piuttosto presto, nel dicembre 1970.

Gli autori
Ogni etichetta discografica ha necessità di poter contare su un team di autori in grado di garantire una certa continuità di composizioni da poter utilizzare.

I primi autori ad entrare nella nuova etichetta sono Mario Lavezzi e Oscar Prudente, seguiti da Damiano Dattoli, dai fratelli Salerno (Massimo e Alberto) e da un giovane Edoardo Bennato.

Non abbiamo menzionato ovviamente i cantautori in forza all'etichetta: Battisti, Lauzi o Renis.

Per i testi inglesi viene quasi sempre chiesta la supervisione di Marva Jan Marrow che lavorerà per Battisti, per la PFM, per Finardi e per Fossati. Quest'ultimo sempre vicino alla Numero Uno (come session-man per Prudente ad esempio) non è mai approdato all'etichetta, perché quando è scaduto il contratto che lo legava alla Fonit Cetra (1973-1975) è passato direttamente alla RCA trasferendosi a Roma.

I musicisti
I musicisti che hanno seguito la maggior parte delle registrazioni della Numero Uno sono in gran parte quelli del giro di Lucio Battisti.

I batteristi Franz Di Cioccio e Gianni Dall'Aglio a cui si aggiunge Euro Cristiani. Più sporadiche le apparizioni di Ellade Bandini e ancor più quelle di Tony Cicco. Reginaldo Ettore invece è il percussionista più utilizzato sino al 1974 fino all'arrivo di Tony Esposito che esordisce in "Anima Latina".

Le chitarre acustiche sono spesso appannaggio di Franco Mussida prima e di Massimo Luca poi. Presenti anche Mario Lavezzi, Ivano Fossati, Oscar Prudente e in alcuni casi Battisti.

Massimo Luca e Umberto Tozzi si sono spesso occupati delle elettriche, affiancati a volte da Giorgio Benacchio (dei Ribelli), ancora da Lavezzi e Mussida, dall'onnipresente Andrea Sacchi e dal richiestissimo Alberto Radius.

Le tastiere sono state curate da Vince Tempera, da Claudio Fabi, da Demetrio Stratos, da Gabriele Lorenzi e Flavio Premoli, nonchè da Dario Baldan. Nel 1974 arriva alla Numero Uno Claudio Maioli che suonerà nei dischi di Battisti, di Lauzi e di Ivan Graziani.

Damiano Dattoli forse è il musicista più utilizzato nei dischi della Numero Uno: suona il basso con Battisti, con Lauzi, con Stratos, con Bennato, con Pappalardo e con tanti altri. Gli altri bassisti sono Giorgio Piazza della PFM, Ares Tavolazzi (saltuariamente anche in Anima latina), Bob Callero dei Duello Madre e Guido Guglielminetti che con Umberto Tozzi e Euro Cristiani proveniva dal Patrick Samson Set.

I cori sono spesso affidati al 4+4 di Nora Orlandi di cui fanno parte cantanti del livello di Marco Ferradini, Santino Rocchetti, Lalla Francia, Paola Orlandi e Maurizio Fabrizio.

Nei dischi curati da Reverberi, viene utilizzato invece il coro di Wanda Radicchi, compagna dell'arrangiatore, per questo motivo nei dischi di Battisti non c'è mai dal 1971 in poi il coro di Nora Orlandi.

I fiati sono quasi sempre curati da Claudio Pascoli, a suonare con lui sono Gianni Bogliano, Pippo Colucci, Mario Arghittu ed altri

Gli studi
Lo studio principale usato dagli artisti della Numero Uno è il Fonorama di Carlo Alberto Rossi in via Barletta a Milano. Nato all'inizio degli anni sessanta è sempre stato uno degli studi più all'avanguardia in Italia. Per i provini veniva utilizzato un piccolo studio negli uffici di Galleria del Corso (lì è stato registrato il provino de "La spada nel cuore" da Battisti con Di Cioccio, Dattoli, Sacchi e Lavezzi) oppure lo studio Sax Records (dove registra alcune cose la Formula 3 nel 1970/71). Lauzi predilige invece gli studi Fonit Cetra di via Meda sempre a Milano.

Raramente vengono utilizzati anche gli studi Phonogram e quelli della Ri-Fi in piazzetta Pattari.

Nel 1974 la Fonorama viene venduta alla Ricordi e quindi gli artisti della Numero Uno non possono più andare a registrarci. Al Mulino, il casale acquistato da Mogol vicino Como, sono già stati avviati i lavori di realizzazione di uno studio di registrazione, ma a causa di problemi tecnici, questo non sarà terminato se non all'inizio del 1975.

Per un periodo quindi molte registrazioni della Numero Uno, tra cui quelle di "Anima latina" (giugno/luglio 1974) vengono dirottate al Fonoroma (nulla a che vedere col Fonorama), studio modernissimo a Cinisello Balsamo. Il Mulino è già funzionante come sala prove ma non è ancora stata installata la consolle Argentini (la prima del genere funzionante in Italia).

Il primo disco iniziato e terminato al Mulino sarà l'eponimo di Tony Esposito (dicembre 1974, gennaio 1975).

Michele Neri

   
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