LE ORIGINI

Lucio Battisti – I grandi successi (MusicaTua) Lucio Battisti – I grandi successi (MusicaTua) Torna all'indice delle Antologie 1990-99  Vai all'antologia Lucio Battisti Vai all'antologia Lucio Battisti
LE ORIGINI
Doppio CD RTI Music RTR 4100-2; settembre 1992
CD 1: Per una lira • Dolce di giorno • Luisa Rossi • Era • Balla Linda • Prigioniero del mondo • La mia canzone per Maria • Io vivrò (senza te) • Un’avventura • Non è Francesca • Acqua azzurra, acqua chiara • Dieci ragazze • Mi ritorni in mente • 7 e 40 • Fiori rosa, fiori di pesco • Il tempo di morire.
CD 2: Anna • Emozioni • Pensieri e parole • Insieme a te sto bene • Le tre verità • Dio mio no • Supermarket • Una • Elena no • Se la mia pelle vuoi.
Remix effettuato alla Cetra Art Recording di Milano da Alberto Boi.
Editing e No Noise con Sonic Solution System da Ezio De Rosa.
Le canzoni sono state rimissate e rimasterizzate dai nastri originali.
Luisa Rossi è in versione alternativa mai pubblicata in precedenza.
Presentazione di Franco Zanetti.
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Fa una strana impressione, oggi, sentire – per strada, in metropolitana, su una spiaggia – le ragazze e i ragazzi che cantano le canzoni di Lucio Battisti. Dà una sensazione come di straniamento, di flashback e di déjà vu, a chi come me quelle canzoni – quelle stesse canzoni – le ascoltava vent’anni fa, quando aveva l’età delle ragazze e dei ragazzi che oggi in coro intonano Acqua azzurra, acqua chiara, o Mi ritorni in mente, o Pensieri e parole.
Erano tempi curiosi, quelli. La canzone italiana trovava il grande innovatore, quello che l’avrebbe fatta uscire dal complesso di inferiorità nei confronti dei soliti stranieri; e mentre la gente, con felice intuito, premiava la produzione discografica di Lucio Battisti facendola dominatrice delle classifiche, i soliti critici militanti non si limitavano a storcere il naso e a ricorrere alla collaudata accusa di “commercialità”, ma attaccavano con inusitata violenza. Basta sfogliare i quotidiani e le riviste dell’epoca, o sentire la puntuale testimonianza di Gianfranco Baldazzi, che in La canzone italiana del Novecento scrive: “… la critica discografica – schierata a fianco della canzone di protesta in maniera perfino maniacale – versò fiumi d’inchiostro… siccome né Battisti né Mogol si schieravano politicamente verso la canzone d’impegno, fece di tutto per dimostrare l’inconsistenza, quando non la malafede, della premiata ditta che sembrava aver l’appalto dei primi posti delle hit parades.”
Di queste critiche cieche, strumentalizzate, ottuse, che ricorrevano stupidamente ad accuse che con la qualità della creazione musicale non avevano nulla a che vedere, già aveva fatto giustizia sommaria la risposta del pubblico, che poi è quella che sempre conta; ma giudice ancora più severo è stato il tempo, che oggi permette, nella visione prospettica, di riconoscere a quelle musiche e a quelle parole tutta la loro significanza artistica, e il valore di autentici segni del tempo. Segni che si dimostrano, ancor oggi, non intaccati dal passare degli anni né – ancora più significativamente – dalla spietata operazione di riciclaggio che ha plastificato tante canzoni dei troppo (male) celebrati ani Sessanta.
Le canzoni dei primi sette anni di sodalizio professionale e compositivo tra Lucio Battisti e Mogol – quelli compresi tra il 1976 [1967?] e il 1972 – sono certamente, perché negarlo?, il frutto di una intelligente artigianalità, ma nascono anche, e prima di tutto, da una strepitosa intuizione artistica, che sul fronte musicale media con equilibrio la vocazione melodica italiana con ritmi e scansioni caratteristici della produzione anglosassone (il rhythm & blues, ma anche il country e il folk), nei testi sviluppa una poetica “minore” e quotidiana che racconta i sentimenti in prima persona, identificando così l’interprete con l’ascoltatore, facendo sì chele parole delle canzoni diventino nuovi modi di pensare e raccontare le proprie vicende d’amore (le vicende – e rubo ancora a Baldazzi – “di un’adolescenza fragile e cucciola, piena di foruncoli e di goffaggini, tenera come i preliminari della ‘prima volta’ di una coppia, ma anche ferocemente disperata e crudamente messa di fronte alla vita”).
Ma queste musiche, e queste parole, non avrebbero toccato tanto a fondo i nostri cuori, e non toccherebbero tanto a fondo i cuori dei ragazzi di oggi, se cantate da una voce diversa. Perché è appunto la voce di Lucio Battisti a fare la differenza: una “non voce”, in un certo senso, una voce non educata nei canoni dell’esecuzione tradizionale; una voce che a volte suona persino afona, sabbiosa, quasi inadeguata, una voce – diceva banalmente qualcuno – “stonata”. Ma una voce capace di vivere e trasmettere emozioni: di arrampicarsi su piramidi di parole, di affannarsi in complicate spiegazioni, di tornare infantile nel ricordo del passato, di arrochirsi di passione e intenerirsi di complicità; una voce, dunque, che sulle corriere di campagna, intorno ai falò, sugli scalini delle chiese i ragazzi e le ragazze potevano, e possono, sfidare senza imbarazzo. Senza nemmeno accorgersi di quanta tecnica, di quanto studio, di quanta attenzione ci sia dietro ad un canto apparentemente tanto libero (e che sarà poi, negli anni a venire, tanto spesso imitato: a volte con rispettosa ammirazione, in altri casi senza scrupoli e senza rispetto).
A ben vedere, è forse proprio la voce di Lucio Battisti la grande rivelazione che esce dai solchi di questo disco. Che non è la “solita” antologia, una delle tante che hanno inflazionato il mercato negli ultimi anni, ma riesce a diventare un vero e proprio progetto artistico, oltre che un atto d’amore.
Per realizzarla sono state scelte e messe in fila cronologicamente tutte le canzoni pubblicate sui due lati dei 45 giri di Lucio Battisti messi in commercio dalla Dischi Ricordi tra il 1966 e il 1972. Venticinque canzoni: da Per una lira (primo singolo in assoluto per Lucio, anche se il suo debutto vocale era avvenuto – lo ricorda Fernando Fratarcangeli in un suo informatissimo articolo sulla rivista Raro – in Ladro, lato B del 45 giri dell’Equipe 84 che sul lato A recava 29 settembre) a Elena no (vale doppio Era, perché uscì su singolo due volte: prima – nel 1967 – accoppiata con Balla Linda, poi – nel 1971 – come retro di Dio mio no).
Ogni brano è stato riportato, pista magnetica per pista magnetica, dal nastro originale ad una nuova incisione digitale; poi si è provveduto alla pulizia dei segnali sonori, infine ad un nuovo mixaggio ricostruito con precisione minuziosa su quello originale. Il risultato è da ascoltare: come tanti splendidi quadri d’epoca, sui quali il tempo ha steso una patina che ne offusca – pur senza celarla – la bellezza, le canzoni di Lucio Battisti escono da questo amoroso restauro come se fossero state incise ieri, con tutta la tecnologia degli anni Novanta, e rivelando finalmente, anche alle orecchie un po’ viziate degli ascoltatori avvezzi alla limpidezza di suoni del compact disc, tutta la loro straordinaria, complessa semplicità. Si scoprono così arrangiamenti di grande originalità, performances strumentali sbalorditive, e soprattutto, balza in evidenza la singolare forza comunicativa di una voce che sa essere insieme strumento e parola, suono e messaggio; una voce – lo dimostra Se la mia pelle vuoi, un brano supplementare tratto dall’album Amore e non amore – capace di diventare “nera” e grintosa come pochissime altre della nostra scena musicale.
Se negli anni seguenti Lucio Battisti amplierà e completerà la sua ricerca di compositore e interprete, fino ad arrivare alle affascinanti e un poco inquietanti sperimentazioni documentate dai suoi più recenti lavori, è nelle canzoni di questo disco che vanno ricercate e si possono scoprire le radici più autentiche dell’itinerario creativo ed espressivo dell’artista di Poggio Bustone: risalendone alle origini, per poterne comprendere ed apprezzare appieno gli sviluppi. E lasciandosi ancora una volta, al di là e al di fuori di ogni analisi, affascinare ed emozionare: oggi come allora, e forse di più.
Franco Zanetti
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NASTRI
LE ORIGINI
Doppia musicassetta RTI Music RTR 4100-4; settembre 1992.
Le canzoni seguono lo stesso ordine di ascolto del supporto su CD.
Cassetta 1
Lato A: Per una lira • Dolce di giorno • Luisa Rossi • Era • Balla Linda • Prigioniero del mondo • La mia canzone per Maria • Io vivrò (senza te) • Un’avventura.
Lato B: Non è Francesca • Acqua azzurra, acqua chiara • Dieci ragazze • Mi ritorni in mente • 7 e 40 • Fiori rosa, fiori di pesco • Il tempo di morire.
Cassetta 2
Lato A: Anna • Emozioni • Pensieri e parole • Insieme a te sto bene • Le tre verità.
Lato B: Dio mio no • Supermarket • Una • Elena no • Se la mia pelle vuoi.
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EDIZIONI SPECIALI
LE ORIGINI
Doppio LP RTI Music RTR 4100-1; settembre 1992.
Edizione a tiratura limitata. Alcune copie hanno l’etichetta del Lato A sul lato B e viceversa.
Lato A: Per una lira • Dolce di giorno • Luisa Rossi • Era • Balla Linda • Prigioniero del mondo • La mia canzone per Maria • Io vivrò (senza te) • Un’avventura.
Lato B: Non è Francesca • Acqua azzurra, acqua chiara • Dieci ragazze • Mi ritorni in mente • 7 e 40 • Fiori rosa, fiori di pesco • Il tempo di morire.
Lato C: Anna • Emozioni • Pensieri e parole • Insieme a te sto bene • Le tre verità.
Lato D: Dio mio no • Supermarket • Una • Elena no • Se la mia pelle vuoi.
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EMISSIONI RELATIVE
Se la mia pelle vuoi
CD singolo promozionale Ricordi CDRPR 12; 1992.
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