Inediti

Croce e delizia dei collezionisti, sebbene siano illegali è indubbio il loro valore musicale, storico e collezionistico. In questa sezione non vogliamo né condannarne né, tantomeno, elogiarne la diffusione, ci limiteremo alla semplice elencazione.
Resta pertanto ferma da parte nostra la condanna nei confronti di chi fa un uso commerciale e/o trae profitto da essi.


1964

Se non sai cos’è un bacio

Roberto Matano – Lucio Battisti
Il ritornello del brano diventerà Uno in più grazie alle parole di Mogol, incisa da Riki Maiocchi nell’ottobre del 1966. Un breve frammento del brano, interpretato da Matano, è stato trasmesso in un servizio del Tg2, un mese dopo la morte di Lucio.

Vogliamo il surf
Roberto Matano – Lucio Battisti
Alcuni secondi del brano nell’interpretazione di Roby Matano sono stati proposti, venerdì 3 settembre 1999, nel corso della trasmissione di Raidue L’altro Battisti.

Torno stasera
Roberto Matano – Lucio Battisti
Anche uno stralcio di Torno stasera (sempre interpretato da Matano) è stato fatto ascoltare venerdì 3 settembre 1999 durante L’altro Battisti.

Sei la sola (Oh! Pretty Woman)
Roy Orbison / William Dees; testo italiano: Roberto Matano – Lucio Battisti
Una delle prime prove “autoriali” della coppia Battisti – Matano, che qui si misura con la “versione italiana” di Oh! Pretty Woman di Roy Orbison.


1965

Core, core mio

Roberto Matano – Lucio Battisti
Trattasi di una canzone in napoletano mai incisa e mai completata.

Era ieri
Roberto Matano – Lucio Battisti
Ispirata a Catch The Wind di Donovan per quanto riguarda la musica, mentre per le parole Roby Matano ha preso spunto da Yesterday dei Beatles. Diventerà Era (retro di Luisa Rossi). Un frammento della canzone, cantato da Roby Matano, è stato fatto ascoltare venerdì 3 settembre 1999 durante la trasmissione di Raidue L’altro Battisti.

Sei ancora mia / Sei stata mia
Roberto Matano – Lucio Battisti
Con il testo di Mogol diventerà Per una lira e verrà incisa dai Ribelli l’anno successivo. Alcuni secondi del brano saranno interpretati da Matano venerdì 3 settembre 1999 nel corso della trasmissione di Raidue L’altro Battisti.

A cosa serve piangere
Roberto Matano – Lucio Battisti
Diventerà Le ombre della sera a firma Mogol – Lucio Battisti, incisa dai Profeti nel giugno 1966. Il quarantacinque giri reca la sola firma di Battisti.
Incipit: Quando avrai paura delle ombre della sera / non restare sola / vieni accanto a me…

I love you
Roberto Matano – Lucio Battisti.

Non ti voglio più
Roberto Matano – Lucio Battisti
Scritta dalla coppia Matano – Battisti per il festival di Sanremo 1965, viene scartata. Proposta da Roby Matano durante il Tg2 Dossier: Lucio!, andato in onda su Raidue venerdì 9 ottobre 1998.
Incipit: Non ti voglio più / tu non fai per me / se lo vuoi sapere / ti dirò perché…

Hey ragazzo
Mogol - Lucio Battisti.
Nel provino Lucio Battisti suona tutti gli strumenti. Da segnalare i bellissimi controcanti. Verrà incisa nel 1968 dall’Equipe 84 nell’album Stereoequipe e proposta per la prima volta in un servizio del Tg2 nel 1998.
Incipit: Hey ragazzo / domani è un altro giorno / lo so / che ora / più vivere non vuoi…

Risale a metà del 2000 una scoperta del discografico / collezionista / autore Italo Gnocchi: un nastro, risalente al 1965, contenente una serie di brani inediti. Le registrazioni sono ventiquattro in totale (comprese false partenze, take interrotte e ripetizioni), mentre i brani veri e propri sono diciotto e ci mostrano un Lucio acerbo, pesantemente influenzato dai moduli beat anglosassoni. Roberto Matano: «Lucio doveva ancora finire di imparare a suonare la chitarra, ma era già di un’altra categoria» (Stralcio dal Corriere della Sera di martedì 4 luglio 2000, uno dei primi quotidiani a riportare la notizia). Tutti i brani sono eseguiti voce e chitarra.

Oh, lonely
Lucio Battisti
Venne composta per essere cantata dai Campioni durante la loro mini tournée olandese, ma non fu mai completata. Diventerà, con il testo italiano di Matano, Se rimani con me nell’incisione dei Dik Dik del giugno 1965.

Tutto il mio amore
Roberto Matano – Lucio Battisti
Uno stralcio del brano si ascolta durante una puntata del supplemento del Tg2 Costume e Società (2000).
Incipit: Io ti darò / se tu lo vuoi / se tu lo vuoi / tutto il mio amor…
L’anno successivo (e con il testo di Mogol) sarà incisa da Milena Cantù con il titolo di Che importa a me.
Incipit: Che importa a me / se non ho niente / che importa a me / se non ho te…

Asciuga le tue lacrime
Lucio Battisti (sotto lo pseudonimo: Gias).
Incisa dai Profeti nel 1967 all’interno dell’album Bambina sola; alcuni secondi della canzone sono stati inseriti nella puntata di venerdì 8 settembre 2000 del Tg2 Dossier Le voci di Lucio.
Incipit: Asciuga le tue lacrime / venute dal ricordo / dimentica se puoi / cos’eravamo noi…

Quando ti lascia l’amore
Lucio Battisti.
Viene incisa da Gene Pitney nel 1968; un breve frammento del brano è stato proposto nella puntata del Tg2 Dossier intitolata Quando andavamo a 45 giri (2001).
Incipit: Quando ti lascia l’amore / che tu credevi soltanto tuo / non ha confine il dolore / quando ti lascia l’amore…

L’amore vero
Roberto Matano – Lucio Battisti.

Quando parlerete di me
Roberto Matano – Lucio Battisti
Un breve frammento del brano si può ascoltare durante il corso dello speciale televisivo Pensieri e parole, trasmesso da Rete 4 martedì 7 settembre 2004.

Tre volte t’amo
Roberto Matano – Lucio Battisti.

Non tardare più
Roberto Matano – Lucio Battisti.

Una casa nell’est
Roberto Matano – Lucio Battisti.

Raccontalo alla luna
Roberto Matano – Lucio Battisti.

E verrà il giorno
Roberto Matano – Lucio Battisti.

Lasciami sperare ancora
Roberto Matano – Lucio Battisti.

In ogni parte del mondo
Roberto Matano – Lucio Battisti
Uno stralcio del brano è stato fatto ascoltare nel corso della puntata del Tg2 Dossier Storie: Speciale per Lucio, andato in onda su Raidue sabato 4 settembre 2004.

Non chiederò la carità
Roberto Matano – Lucio Battisti
Ampi stralci della parte musicale serviranno a Lucio per comporre Mi ritorni in mente e si ritrovano nel corso dello speciale Pensieri e parole, trasmesso da Rete 4 martedì 7 settembre 2004.

Il giorno che…
Roberto Matano – Lucio Battisti.

Sono nessuno senza te
Roberto Matano – Lucio Battisti.

Hai fatto male
Roberto Matano – Lucio Battisti.


1966

Se rimani con me

Roberto Matano – Lucio Battisti
Vedi Oh, lonely. Un breve frammento della canzone è inserito in una puntata del supplemento del Tg2 Costume e Società (2000).
Incipit: Amore / se rimani con me / ti giuro / sarò dolce con te / e farò tutte le cose che vorrai / ti assicuro che non te ne pentirai / amore / se rimani con me…

Aspettando domani
Mogol – Lucio Battisti
Sembra che questa canzone sia stata utilizzata da Battisti per il suo provino RAI del 1966, evenienza che comunque ci appare improbabile. Non è attualmente disponibile un provino realizzato da Battisti ma sembra che una lacca con una registrazione, sia stata fornita ai Balordi all’epoca della registrazione, da parte del complesso, di Non è Francesca (1967).

Una registrazione di Aspettando domani, realizzata da Gianni Muratori, cantante dei Balordi, è stata trasmessa nello speciale televisivo Lucio!. A causa di uno spiacevole equivoco, il provino fu inizialmente accreditato allo stesso Battisti. Notizia successivamente rettificata in un altro speciale sempre di Michele Bovi.
Incipit: Qualche volta sono solo / io sono solo / specialmente quando è sera / quando è sera…

Non è Francesca
Mogol – Lucio Battisti
Una piccola curiosità: nel provino che Lucio consegnò ai Balordi il vestito di Francesca era bianco, e non rosso come nella versione poi incisa (e universalmente nota).

29 settembre
Mogol – Lucio Battisti
Demo del brano ancora sprovvisto di titolo.


1967

Non prego per me

Mogol – Lucio Battisti
Demo del brano, presentato in gara a Sanremo dagli Hollies e da Mino Reitano.
Incipit: Quanti uomini han vissuto / prima ch’io nascessi / e perché hanno vissuto…

Quando gli occhi sono buoni
Mogol – Lucio Battisti
Incisa da Giuliana Valci nel 1967.
Incipit: No, no, no, quando gli occhi son buoni / non hanno, non hanno / cento espressioni…

La farfalla impazzita
Mogol – Lucio Battisti
Registrata alla RCA di Roma con turnisti come Guido e Maurizio De Angelis (chitarre acustiche e tamburello), Giovanni Tommaso (basso) e Enzo Restuccia (batteria) in previsione di una partecipazione al Festival di Sanremo insieme a Paul Anka. Alcuni secondi del brano sono stati fatti ascoltare durante una puntata di Eventi Pop (Lucio Emozioni sempre), datata mercoledì 5 marzo 2003. È stata incisa con la voce di Battisti su acetato a 33 giri preparato dalla RCA conto terzi, probabilmente per la Commissione Selezionatrice di Sanremo.
Incipit: Guardo gli occhi tuoi / ci siamo solo noi / un sorriso e poi / non so più dove sei…

La farfalla impazzita
Lei ama te
Mogol – Lucio Battisti
Durante una sola sessione Lucio registra i due lati del suo (probabile) singolo sanremese, partecipazione poi sfumata a favore di Paul Anka e Johnny Dorelli (Sanremo 1968). Entrambi i brani sono registrati con una chitarra acustica sei corde, mentre su La farfalla impazzita Lucio sovraincide una seconda parte di chitarra acustica dodici corde. Un frammento di Lei ama te è stato tuttavia inserito in una puntata di Eventi Pop (Lucio Emozioni sempre) trasmessa mercoledì 5 marzo 2003.


1968

Le formiche

Mogol – Lucio Battisti
Incisa originariamente da Wilma Goich nello stesso anno, la versione cantata da Lucio è stata inclusa nel cofanetto triplo del 2004 Le avventure di Lucio Battisti e Mogol.
Incipit: Vedo sparire un aereo nel blu / quanta gente nel mondo che va / vedo una nave, un puntino laggiù / altra gente che va / che se ne va…

Balla Linda
Mogol – Lucio Battisti
Versione cantata in francese.

Io vivrò (senza te)
Mogol – Lucio Battisti
Demo del brano.

La mia canzone per Maria
Mogol – Lucio Battisti
Provino della canzone.

Un’avventura
Mogol – Lucio Battisti
Accompagnato dalla chitarra.

Un’avventura
Mogol – Lucio Battisti
Accompagnato dal pianoforte.

My Father Told Me
Lucio Battisti
Versione strumentale di Nel sole, nel vento, nel sorriso, nel pianto.

Piccola arancia
Mogol – Carlo Donida Labati
Provino. La canzone sarà poi incisa dai Dik Dik nel 1969 come lato b del loro singolo sanremese Zucchero.


1969

Mi ritorni in mente

Mogol – Lucio Battisti
Voce, chitarra e pochissime sovraincisioni.

Wake Me I’m Dreaming
Mogol – ??? – Lucio Battisti
Versione in inglese di Mi ritorni in mente.

7 e 40
Mogol – Lucio Battisti
Demo registrato nel giugno 1969.

You And Your Tomorrow
Mogol – ??? – Lucio Battisti
Versione inglese di Acqua azzurra, acqua chiara.

La spada nel cuore
Mogol – Carlo Donida Labati – Lucio Battisti
A suonare in questo provino (registrato negli studi milanesi della Numero Uno) sono: Lucio Battisti (chitarra acustica), Andrea Sacchi (chitarra acustica), Damiano Dattoli (basso), Mario Lavezzi (tamburello) e Franz Di Cioccio (batteria). Verrà incisa da Patty Pravo e Little Tony per l’edizione 1970 del Festival di Sanremo. Originariamente inserita in una delle audiocassette fatte pervenire in forma anonima al giornalista Leo Turrini e trasmessa nel corso di una puntata del programma televisivo di Canale 5 Target (1995), è stata edita in maniera ufficiale nel cofanetto triplo Le avventure di Lucio Battisti e Mogol.
Incipit: Era uno sguardo d’amore / la spada è nel cuore / e ci resterà…


1970

Senza titolo (Milano / Roma a cavallo).

Si tratta di un abbozzo della colonna sonora che avrebbe dovuto essere abbinata al filmato, girato da Mario Lavezzi e Oscar Prudente (oltre che dagli stessi Mogol e Battisti), relativo al famoso viaggio a cavallo intrapreso assieme a Giulio Rapetti da Milano a Roma. Battisti suona la chitarra e canticchia mentre sullo sfondo, di tanto in tanto, si sente un gallo cantare e delle oche che starnazzano. La musica venne registrata e sincronizzata al filmato da Mario Tessuto, che possedeva tale apparecchiatura; alcuni stralci di questo commento audio sono stati fatti ascoltare in una puntata del supplemento del Tg2 Costume e Società datata 2000.

Emozioni
Mogol – Lucio Battisti
È in possesso di Alessandro Colombini. La versione in questione vede Lucio Battisti alla chitarra e al canto e lo stesso Colombini al pianoforte.

La folle corsa
Mogol – Lucio Battisti – Carlo Donida Labati – Lucio Battisti
Viene incisa e portata a Sanremo nel 1971 dalla Formula 3 e, ancora, da Little Tony. Inclusa in una delle audiocassette fatte pervenire in forma anonima al giornalista Leo Turrini, venne trasmessa nel corso di una puntata del programma televisivo di Canale 5 Target (1997). Ufficialmente è presente nel cofanetto triplo del 2005 Le avventure di Lucio Battisti e Mogol 2.
Incipit: Io di notte con lei / vedo il sole lo sai / ma svegliandomi poi / il buio…

Perché dovrei
Mogol – Lucio Battisti
La canzone doveva essere interpretata inizialmente da Carmen Villani, che la presentò durante una puntata di Senza rete e ne incise una sorta di “provino avanzato”.
Al diniego della cantante (pare per motivi economici), subentrò la giovane Sara, che pubblicò il brano su un singolo Numero Uno (ZN 50100, 1970). Recentemente è stata rintracciata una lacca con il provino realizzato, in chiave quasi soul, da Lucio, provino elaborato e pubblicato nel 2007 su CD audio in allegato al DVD Il nostro canto libero.


1971

Il mio bambino

Mogol – Lucio Battisti (1’21”).
Un tecnico musicale, Walter Lucchini, l’ha ritrovata in una pila di lacche abbandonate in una cassa di un magazzino e nel febbraio 1999 l’ha resa nota ai media. Proprio sulla lacca vi è la data: giugno 1971. Verrà incisa l’anno successivo da Iva Zanicchi come retro di Ma che amore. Qui è eseguita da Lucio Battisti che si accompagna al pianoforte: alcuni secondi del brano sono stati proposti nel corso di una puntata di Serata Pop (Note spezzate), trasmessa da Raidue lunedì 21 giugno 1999. La canzone è stata pubblicata nel 2007 su CD audio in allegato al DVD Il nostro canto libero.
Incipit: Il mio cuore è una fontana / bevi l’acqua che ti dà / è tanta / poca / bevi pure / basterà…

Dio mio no
Mogol – Lucio Battisti
È la versione censurata che venne “adattata” per poterla trasmettere in radio. Vengono escluse, con delle sovraincisioni di chitarra elettrica, le parole “letto” (da «si alza e  chiede dove c’è il letto») e “pigiama” (dalla frase «la sento, mi chiama, la vedo in pigiama»), oltre ai sospiri e ai vocalizzi del finale. Esiste in versione acetata.

Vendo casa
Mogol – Lucio Battisti
Verrà incisa e portata al successo nel 1971 dai Dik Dik. Trasmessa per la prima volta in una puntata del Tg2 Dossier (Canzoni segrete 4 – Diritti d’autore), andata in onda venerdì 7 agosto 1998, è stata ufficialmente inclusa nel cofanetto triplo del 2004 Le avventure di Lucio Battisti e Mogol. Dovrebbero essercene almeno due versioni.
Incipit: L’erba è alta ormai lo so / e dovrei potare il melo / quanta polvere c’è / dentro casa è tutto un velo…

Vendo casa
Mogol – Lucio Battisti
Registrazione in possesso di Maurizio Vandelli. Lucio l’ha infatti registrata (chitarra e voce) sul Revox posseduto ai tempi dal leader dell’Equipe 84. Per alcuni è proprio questa versione ad essere stata inserita nel cofanetto succitato.


1972

Ho camminato

Mogol – Oscar Prudente
Lucio registra il provino di questo brano, con cui Michele concorre a Un disco per l’estate 1970.

Addio mamma, addio papà
Mogol – Lucio Battisti
Un brano affidato a Sara e registrato durante le sessioni di Umanamente uomo: il sogno, ma mai pubblicato.

Luci – ah
Mogol – Lucio Battisti
Alcune versioni, in cui intervengono anche Franz Di Cioccio e Ellade Bandini alla batteria, non vengono utilizzate all’interno dell’album Il mio canto libero. Viene preferita la versione in cui suona Gianni Dall’Aglio alla batteria e Vince Tempera al pianoforte, che arrangia anche il brano. S’ignora però la reale esistenza di questi provini.


1973

Il nostro caro angelo

Mogol – Lucio Battisti (7’47”).
È completamente diversa nell’arrangiamento, qui molto più psichedelico, rispetto a quella edita. Nella lunga coda strumentale Lucio Battisti si lascia andare a vocalizzi non sempre troppo intonati. A differenza dell’originale (che è in RE minore), il brano è eseguito in SI minore.
Incipit: La fossa del leone / è ancora realtà / uscirne è impossibile per noi / è uno slogan falsità…


1974

Macchina del tempo

Mogol – Lucio Battisti
Esiste una versione più corta di quella inserita in Anima latina.


1975

Se potessi io ti venderei

Mogol – Lucio Battisti
Realizzata assieme ad Alberto Radius, Mario Lavezzi, Gianni Dall’Aglio, Vince Tempera e Bob Callero, verrà inserita nel disco dell’anno successivo con il titolo accorciato in Io ti venderei. Nelle intenzioni di Battisti l’album che l’avrebbe dovuta contenere avrebbe dovuto evocare ancora le atmosfere di Anima latina.

No dottore
Mogol – Lucio Battisti

La compagnia
Mogol – Carlo Donida Labati  – Lucio Battisti (?)
Di entrambi i brani esistono versioni alternative a quelle poi utilizzate nell’album.


1976

Provini registrati al Mulino in settembre / ottobre, con una breve interruzione dovuta al matrimonio con Grazia Letizia. La formazione che registra i brani è la medesima con la quale Battisti aveva registrato il precedente Lucio Battisti. La batteria, il contrabbasso, eccetera, ossia: Lucio Battisti (chitarra acustica ed elettrica); Ivan Graziani (chitarra elettrica Gibson Les Paul), Walter Calloni (batteria), Hugh Bullen (?) (basso) e Claudio Maioli (tastiere). Con queste idee sonore in testa, Lucio si trasferirà negli Stati Uniti per registrare Io tu noi tutti. Alcuni frammenti di queste prove si possono ascoltare nel corso dello special televisivo Pensieri e parole, trasmesso da Rete 4 martedì 7 settembre 2004.

The Sun Song (La canzone del sole)
Mogol – Marva Jan Marrow – Lucio Battisti
Versione alternativa rispetto a quella poi inserita nell’album, molto più vicina all’arrangiamento della versione in italiano. Circola anche una versione sensibilmente più corta mancante della parte testuale finale (“The sunrise when it’s raising it’s spreaded ??? the way, and shadows of the night are slowly sweept away…“). “Yellow pigtails and your round blue eyes / red socks and birthskin brownies…”“Oh silver ocean / silver ocean / silver sea / you where so clear and so transparent just like me…”.

Star In A Film (L’interprete di un film)
Mogol – Marva Jan Marrow – Lucio Battisti
Provino in lingua de(lla futura) L’interprete di un film. “No, scusa. One, two, three, four.” – “Facciamone una tanto per sentire.” – “Ancora eh!” Battisti chiama l’ultimo giro. “You / you make me feel another man / a real star in a film / a kind of actor seen alone…”.

Still I Just Keep Forgotten ’bout You (Eppur mi son scordato di te)
Mogol – Marva Jan Marrow – Lucio Battisti
Versione inglese di Eppur mi son scordato di te con in grande evidenza le tastiere di Maioli e tanti vocalizzi, specie nel finale.
“Still I just keep forgotten ’bout you / how did happen can’t say…” – “It’s just a game love / not a flame love…” – “You know I love you / and I’m a man who loves completely…”.

Our Dear Angel (Il nostro caro angelo)
Mogol – Marva Jan Marrow – Lucio Battisti
“On, do tri, qua’ – uah (e sospiri) / The dark cave of the lion / is still exists today…”. La batteria attacca dopo la prima strofa e nella seconda gli stacchi fra una frase e l’altra vengono sottolineati dai piatti. Le chitarre sono molto in evidenza. La lunga coda è introdotta da vocalizzi e qualche frase ripetuta (“Keep on tryin’, dear angel”) e più avanti chiama l’assolo di chitarra: “Solo!”. Di nuovo riprende con la seconda strofa ripetuta e poi il finale: “Giù, giù, giù!” per fermare tutti gli strumenti, poi il commento “Questa potrebbe anche andare.”. Alla fine si sente Claudio Maioli che dice: “La risentiamo questa?“. Sussistono tuttavia delle leggere differenze testuali rispetto alla versione incisa da Marva Jan Marrow nel 1973.

Freedom Song (Il mio canto libero)
Mogol – Marva Jan Marrow – Lucio Battisti
“In a wiry world / where we’re always wrong / I hear a voice inside of me / freedom song…” – “…but nothing but our love”. Piazza dei vocalizzi invece del verso “Dolce compagna che…”. Non ci sono fiati, né voci femminili o controcanti: a loro supplisce la voce di Battisti. Propedeutiche al brano stesso sono alcune prove che porteranno alla versione “definitiva” della canzone.

To Love A Bit (poi To Feel In Love) (Amarsi un po’)
Mogol – Marva Jan Marrow – Lucio Battisti
Preceduta da moltissime prove, il brano non presenta però differenze sostanziali (a parte naturalmente il testo differente) con To Feel In Love / Amarsi un po’. Diverte la parte in cui Lucio dà le istruzioni ai musicisti in diretta (in pratica durante la “registrazione” del brano).
“To love a bit / is like drinkin’ water…”.


1978

(Friends o A Woman As A Friend)

Baby It’s You (Ancora tu)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
Verrà incisa in un quarantacinque giri edito in Inghilterra nel 1979 in una versione più breve. L’arrangiamento è praticamente identico all’originale con coretti ben eseguiti nel ritornello e nella coda. “Baby it’s you / you’re still the only one / baby it’s you / I know (God knows) you’ll never change.”.

Lady (Donna selvaggia donna)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
È sul lato B, in una versione un po’ diversa, del disco inglese del 1979. “All the fire in you / fits the fire inside of me / but you can carry on…” – “Lady, oh lady, lady…”.

I Think Of You (E penso a te)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
Diversa, anche nel testo, da quella poi incisa da Tanita Tikaram. Più ritmata e con meno atmosfera dell’originale. Tanti violini. Un bridge con assolo di xilofono e il finale non ha cori ma ancora assoli di tastiere, molto soft, ma con meno forza. I vocalizzi femminili nella coda, lunghissima, ricordano certi brani soft – core della fine degli anni ’60. “When I’m working / and on my own / in the traffic / as I drive home / on the telephone to her / I think of you…”.

Take It As It Comes (Prendila così)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
Davvero uguale alla versione italiana, forse è stata utilizzata la stessa base. All’inizio si sente chiamare il quattro, in sottofondo. “Prendila così (in italiano e lo ripete altre quattro volte nel corso della canzone) / try to make it easy on yourself / take it as it comes, oh baby / wish I could say something…”.

Day To Day (Perché no)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
Battisti parla di questa canzone nella sua ultima intervista con Giorgio Fieschi alla radio Svizzera. Il testo fu cambiato poiché gli uomini anglosassoni, diversamente dagli italiani, non sono soliti andare a fare la spesa al supermercato. L’arrangiamento è identico all’originale. “The local stores for the cigarettes and sunday papers / but all we have a  buy these apples and cheap spanish wine…” – “Day to day / day to day / day can another time / day to day…”.

Afraid Of Falling (Aver paura di innamorarsi troppo)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
Nel bridge un arrangiamento un poco più jazz – rock. Qualche problemino con la pronuncia. Il finale è differente rispetto alla versione italiana. “Afraid of falling / too much in love with someone…”.

A Woman As A Friend (Una donna per amico)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
È molto simile nell’arrangiamento alla versione in lingua spagnola. All’inizio manca la scena familiare della versione nostrana, per il resto è identica, o quasi. “It could be that I don’t know what I’m doin’ / to have you for a friend to be my ruin / but I just wanna live my life in freedom…”.

A Woman As A Friend (Una donna per amico)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
Dopo aver registrato una prima take sia di A Woman As A Friend sia di Pain Is Gone, Lucio registra una seconda versione di entrambi i brani. Ed avviene il “miracolo”: laddove le prime incisioni sono bolse e pesanti, queste sono fresche e attuali, suffragate inoltre da una straordinaria pronuncia di Battisti. Rispetto alla versione “originale” si possono riscontrare alcune leggere modifiche testuali (nella prima take Lucio canta “Excitement and intrigue is like the drug, girl / and that’s just what I’m trying to divide it, girl” e “This friendship it’s a silly fine disaster / I chose you for a friend and not a master / Oh I just wanna live my life in freedom / and leave the joys of love to doesn’t need them / I hate you for your strenght and for your weakness / a woman as a friend is simply folkless”. Inoltre in questa versione è presente una strofa (“I do believe I had my chance in blowin’ / but first of all I let you watch me do it / The friendship that we have is an illusion / and all it does it’s spinning with confusion”), assente nella seconda versione, dove le frasi succitate diventano “Excitement and intrigue becomes the passion / and oh I know that it’s the lastest faction” e ” This friendship it’s a silly fine disaster / I chose you for a friend and not a master / Oh no matter what you say it’s an illusion / and all it does it’s spinning with confusion / I tell myself I love you like a brother / and all the time I want you as a lover”) ed una sovraincisione di chitarra elettrica, dal sapore quasi bensoniano, che rende il brano più scorrevole e “leggero”. Ci ripeteremo, ma si tratta di una canzone “moderna” ed attuale, che funzionerebbe benissimo nelle radio del digital downloading e del podcasting.

Pain Is Gone (Nessun dolore)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
Anche quest’incisione è molto simile alla versione spagnola, che è identica a quella italiana. Il coro canta in italiano “Nessun dolore / nessun dolore / nessun dolore / nessun, nessun dolore”. “Well I got news for you / this time I’m over you / the pain is gone, gone, gone…”. Da segnalare una presenza più marcata di batteria e percussioni: quest’ultime assumono nella parte finale un’importanza capitale, dovendo sostituire il fader con Una donna per amico (come invece accadeva nella versione italiana).

Pain Is Gone (Nessun dolore)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
Le stesse considerazione fatte poc’anzi per A Woman As A Friend potrebbero essere parimenti ripetute per questa seconda incisione di Pain Is Gone, con la (sostanziale) differenza che, il coro, al contrario della prima take, canta “Well I got news for you / this time I’m over you / The pain is gone, gone, gone / There’ll be no heartache / no this of heartbrake (?) / The pain is gone, gone, gone” (quindi traducendo letteralmente il ritornello), salvo commutarsi, nel corso dell’ultima strofa e nel finale, nel più canonico “Nessun dolore / nessun dolore / nessun dolore / nessun, nessun dolore”: d’altronde, in questa take, anche il finale stesso riecheggia maggiormente quello della versione italiana, che confluiva in Una donna per amico.

Goin’ To The Movies (Al cinema)
Mogol – Frank Musker – Lucio Battisti
Versione calligrafica di quella italiana.


1979

(Una giornata uggiosa)

Una giornata uggiosa
Mogol – Lucio Battisti
Questa, come tutte le altre canzoni del disco, è in versione acustica e viene presentata in inglese dallo stesso Battisti a Geoff Westley nell’aprile del 1979. Qui Lucio Battisti prova a tradurre il titolo per il suo interlocutore, chiamandola A Rainy Day (“And… what’s the title?” “Una giornata uggiosaA Rainy Day… eh eh…”). Questo dialogo può essere ascoltato nel corso di Target, trasmissione televisiva di Canale 5 (1995).
Incipit: Sogno un cimitero di campagna e io là / all’ombra di un ciliegio in fiore senza età…

Arrivederci a questa sera
Mogol – Lucio Battisti
In questa versione (il titolo nella registrazione viene citato in italiano), oltre al tipo di arrangiamento decisamente differente, ci sono un paio di strofe che non verranno poi utilizzata sul disco: “Accidenti sono in ritardo / ora devo andare / devo anche passare dal dottore / dove le ho cacciate / ma per caso non le hai viste tu / le chiavi della macchina erano qui / è già un po’ di tempo che / io non ragiono più” e ancora “Forse è meglio che restiamo / o addirittura fuori andiamo / tutti insieme a cena al ristorante / c’è un cinese che prepara cibi favolosi / sta’ tranquilla niente cani né mao mao / o in un altro posto / decidi pure tu”. Al loro posto, Mogol scriverà i versi centrali (assenti nel provino): “Arrivederci a questa sera / mi spiace tanto / per ieri sera / forse son stato / esagerato / non farci caso / se ancora puoi e Che dispiacere / sentirsi soli / voler parlare / e rinunciare / avvicinarsi / per abbracciarsi / e poi fermarsi / restare lì”.
Incipit: Arrivederci / a questa sera / almeno spero / di rivederti…

Orgoglio e dignità
Mogol – Lucio Battisti
Ne esistono due versioni differenti, una molto più lunga e ritmata. Nella registrazione Lucio Battisti si dimentica alcune parole e traduce il titolo in Proud And Dignity. Uno stralcio di una delle due versioni si può ascoltare durante una puntata della trasmissione di Canale 5 Target (1997).
Incipit: Senza te / senza più radici ormai / tanti giorni in tasca / tutti lì da spendere…

Questo amore
Mogol – Lucio Battisti
Rispetto alla versione poi incisa, c’è una lieve variazione nel testo. Invece di “A me piace lo sport e una vita più dura” canta “A me piace lo sport e così l’avventura”. Quando Westley gli chiede di tradurre il titolo Battisti replica: “Title? I don’t know, not yet… Questo amoreThis Love“.
Incipit: Troppe volte non va / entusiasmi diversi / ma purtroppo si sa / non è poi così facile amarsi…

Gelosa cara
Mogol – Lucio Battisti
Nella traduzione di Lucio diventa Dear Jealous o Jealous Darling.
Incipit: Gelosa cara amica mia / è proprio un tarlo una malattia / quella di non saper scordare / ciò che da me non puoi sapere…

Il monolocale
Mogol – Lucio Battisti
Come si può leggere già nell’incipit, c’è qualche piccola variazione nel testo rispetto alla versione ufficiale. Nella versione incisa scompare anche la frase “Soltanto noi due / soltanto noi due / di giorno e di notte / soltanto io e te”.
Incipit: Io tutti i giorni compero il giornale / non solo per il cinema e lo sport / e guardo poi se c’è un monolocale / magari anche senza i comfort…

Il paradiso non è qui
Mogol – Lucio Battisti
Doveva essere ceduta a Bruno Lauzi per un disco di quest’ultimo del 1979, poi ci fu un ripensamento. Infine non ha trovato spazio nell’album o, almeno, questo è ciò che ha dichiarato Giulio Rapetti (anche se recentemente si è parlato di una forte opposizione di Lucio alla registrazione del brano presso la SIAE). È una canzone dedicata agli emigranti. Una sorta di lettera scritta a un amico rimasto in Italia. L’Inghilterra gli ha dato un lavoro, un modo di vivere differente, anche il vino non è buonissimo ed è pure caro, persino le donne sono e si comportano diversamente da quelle italiane. Insomma, anche fra gli inglesi la vita è dura. Un misto di orgoglio per la propria capacità di adattamento e di rimpianto per le cose lasciate. Ci si chiede se “Marì” sia l’amico a cui scrive o la donna a cui pensa. Il brano è stato trasmesso per la prima volta nel corso della seconda puntata della serie Canzoni segrete, andata in onda su Raidue venerdì 13 febbraio 1998.
Incipit: Amico mio il paradiso non è qui / qui c’è lavoro e sopravvivere si può…


1982

(E già)

Risposta
Battisti – Velezia
Nel disco s’intitolerà Non sei più solo con qualche piccola variazione nel testo, come ad esempio nel ritornello: “Cercala la risposta / è lì vicino a te / cercala la risposta / e lì ad un passo.
Incipit: È giorno ma il sole non si vede ancora / la nebbia durerà per qualche ora / il faro continua a lampeggiare / e la sirena del porto ad ululare…”

Windsurf, windsurf
Battisti – Velezia
Parte la base ritmica e, poi, un suono di tastiera molto semplice e scarno che ricorda quasi un organo giocattolo.
Incipit: Windsurf windsurf / veleggia e va / portami lontano / da questa rumorosa città…

Girasole
Battisti – Velezia
È stata esclusa poi dall’album. Registrata lunedì 17 maggio 1982.
Incipit: Passano i giorni / cambiano le stagioni / seguon le rondini / le migrazioni…


1983

(Oh! Era ora)

Tutto l’album è stato registrato da Lucio Battisti come guida alla realizzazione del disco di Adriano Pappalardo. È molto probabile che non sia più reperibile.


1985

(Don Giovanni)

Gabbianone
Lucio Battisti e Pasquale Panella
Registrata tra Roma e Londra, è stata, incomprensibilmente, scartata dall’album.
Incipit: Scassinarmi da me / per entrarmi di giorno in sogno / e vedere com’è / che mi muovo, che cuocio un uovo…

Oltre al brano ritrovato dovrebbero essercene altri tre esclusi dalla scaletta finale.


1988

(L’apparenza)

Lo scenario
Lucio Battisti e Pasquale Panella
Molto simile a quella poi pubblicata, con una maggior “presenza” dalla chitarra elettrica.

La pace
Lucio Battisti e Pasquale Panella
Trattasi solo della base strumentale: del brano esiste anche il testo che, purtroppo, non è mai stato associato alla musica e, quindi, mai cantato.

Dalle prime battute
Lucio Battisti e Pasquale Panella
Solo la base strumentale.

Allontanando
Lucio Battisti e Pasquale Panella
Versione strumentale.

Il bell’addio
Lucio Battisti e Pasquale Panella
Nel finale Battisti si diverte “squadrando” con una serie di vocalizzi che rasentano la stonatura.
Incipit: Tutto è pronto tutto sta al posto suo / tu qui entri e chiedi: “Che giorno è?” / dico “Il dieci agosto” e “Che ora fai?” “Le sei”…

Oltre agli inediti propriamente detti (Gabbianone, Il bell’addio e La pace), dagli album realizzati con Pasquale Panella sono rimaste escluse circa quindici – venti canzoni.