Il nostro caro Lucio

«In un mondo che prigioniero è respiriamo liberi io e te. E la verità si offre nuda a noi e limpida è l’immagine ormai».Bastano anche solo questi pochi versi a farci rituffare di colpo nel Canto libero di Lucio Battisti (in questo caso con Mogol), a restituirci tutto un mondo di pensieri, parole, emozioni in musica che restano nella nostra memoria e rivivono facendo suonare un disco oppure semplicemente canticchiando. A 70 anni dalla nascita (il 5 marzo ’43, il giorno dopo l’altro Lucio nazionale) e a 15 anni dalla scomparsa, la Voce di Romagna ha voluto rendere omaggio a un artista impareggiabile con questa piccola ma sincera opera, un libro comunitario, una miscellanea di articoli dei nostri giornalisti e di alcuni cari collaboratori del giornale.
Rimini e la Romagna non sono luoghi sconosciuti a Lucio Battisti, tutt’altro, sono una parte non secondaria della sua vita. Negli anni del boom la capitale delle vacanze era uno dei crocevia musicali più importanti d’Italia, dove gli artisti si incontravano, producevano e iniziavano tournées (ad esempio il 7 agosto 1970 all’Altro Mondo la prima data di Battisti con la Formula 3). La leggenda racconta della scintilla scoccata all’Embassy di Rimini fra Lucio e Grazia Letizia una sera d’estate. Rimini è stata poi per anni città di adozione dove il grande artista ha scelto di vivere da persona comune con la famiglia, una scelta di riservatezza silenziosamente da tutti rispettata.«Canzoni e fumo ed allegria, io ti ringrazio sconosciuta compagnia».

È anche per tutto questo che vogliamo rendere riconoscenza, affetto, stima nei confronti di Lucio Battisti: “nostro” e caro, per aver scritto buona parte della colonna sonora.
Ci basta dirgli grazie per la compagnia che ha fatto alle nostre vite.

P.F.

  • Titolo: Il nostro caro Lucio
  • Editore: Editrice La Voce
  • Pagine: 64
  • Data: 24 novembre 2013
  • Note: In abbinamento gratuito al numero in data succitata de La Voce di Romagna

Un pensiero su “Il nostro caro Lucio

  1. Marcella

    Il libro, uscito a novembre del 2013, è un volumetto di 60 pagine in allegato al corriere Romagna edizione di Rimini.

    L’occasione per aver pubblicato questo libro è il fatto che la salma di Battisti, il settembre precedente, fosse stata spostata dal cimitero in Brianza proprio per essere ricollocata a Rimini.

    Il libro raccoglie varie interviste e testimonianze: ricordi su Battisti del direttore della rivista a cui era allegato il volume,uno scrittore locale che fa però delle comparazioni interessanti tra le copertine dei Bianchi di Battisti e quelle dello scrittore Salinger.Poi l’intervento di un altro giornalista, stavolta responsabile della redazione di Riccione, e poi un altri cinque giornalisti locali che non aggiungono nulla se non loro vecchi ricordi inerenti alle canzoni di Battisti.

    In mezzo ci sono 3 interviste a dei giovani riminesi, per capire cosa conoscono dell’arte del musicista di Poggio Bustone. Della serie: quali sono le canzoni che ti piacciono di più, ti piaceva la sua riservatezza ecc..

    Si segnalanogli aneddoti sulle pubblicazioni di Battisti all’estero, esplicitamente prese da un’intervista a Michele Fenati; un’esternazione che mi giunge nuova come quella che il musicista romagnolo Guido Pistocchi e complesso, sotto lo pseudonimo di “El supremo Brass Band”, sarebbe stato prodotto dallo stesso Battisti.

    Poi c’è la testimonianza del Radicale Werther Casali che incontrò, in quanto allora musicista, Battisti e racconta di averlo visto varie volte e di come nacque il rapporto solido tra “il nostro”e la città di Rimini, grazie proprio alla sua amicizia con Gilberto Amati, proprietario dello storico locale “L’Altro Mondo” il quale poi divenne persino socio della Numero 1.

    Altra intervista interessante è quella del musicista Claudio Cardelli, proprietario della chitarra Telecaster che vendette a Ivan Graziani. Battisti si innamorò di quella chitarra e la volle così tanto che in cambio diede a Graziani la Epiphone di Eric Clapton. Ora questa chitarra è ancora di proprietà del figlio di Graziani e pensare che ci abbia suonato sopra suo padre, Lucio e Clapton, la rende quasi una reliquia.

    Concludono l’opera vari estratti del giornale locale inerenti alla cronaca di quando la salma di Battisti fu spostata a Rimini e due mini interviste al giornalista sportivo Marino Bartoletti e al musicista Franz Campi, le quali non aggiungono nulla di nuovo.

    Infine si trova una piccola discografia e bibliografia

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