Nel cuore, nell’anima

Questo libro non vuole essere una rievocazione narrativa ed aneddotica sulla vita e le opere dell’artista scomparso il 9 settembre 1998, bensì il rapporto culturale ed emotivo che ha fatto da sfondo, da leif-motiv tra l’autore e il senso della musica e delle sue canzoni, scandendo il ritmo degli anni della sua infanzia, adolescenza e giovinezza.
  • Titolo: Nel cuore, nell’anima
  • Sottotitolo: Omaggio a Lucio Battisti
  • Autore: Filippo Angora
  • Editore: Bastogi Editrice Italiana
  • Pagine: 48
  • Prezzo: Lit. 8.000/€ 4,13
  • Data: febbraio 2000
  • ISBN: 88-8185-256-X

 

Un pensiero su “Nel cuore, nell’anima

  1. Marcella

    Il libro si presenta di piccolo formato.
    Già dalla prefazione l’autore ammette di avere poche pretese e di “non voler scrivere una rievocazione narrativa o aneddotica sul cantautore”. Presenta l’opera come un susseguirsi di sue personali vicende legate alle musiche di Battisti. Infatti non lesina a menzionare canzoni che gli ricordano sue precedenti vicissitudini sentimentali.
    Le nozioni presenti lasciano spazio ad alcuni dubbi. Ad esempio: Salvetti, dopo le vittorie del Festivalbar avrebbe implorato Lucio di non parteciparvi più, per eccesso di inferiorità da parte degli altri artisti.“I giardini di marzo” al primo ascolto risultebbero “uno strazio di note ed una stonatura totale”.Boncompagni incontrò Battisti negli anni ’80 che gli disse che canzoni come quelle fatte con Mogol non gli venivano più. Tutte esortazioni da comprovare.
    Forse una delle cose più interessanti del libro è una nuova interpretazione del brano “Gli uomini celesti” spiegata come “diffida rabbiosa verso gli spacciatori di droga, che prima di spacciare morte, spargevano fumo e illusione”.
    Nel complesso il libro non presenta caratteristiche che possano incontrare l’interesse di quanti amano l’arte di Lucio Battisti.

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