Il mio amico Lucio Battisti

Il libro, di formato 24×28, raccoglie l’intervista che Mogol ha rilasciato in due giorni presso il CET a Claudio Sabelli Fioretti (giornalista del Corriere della Sera) e Giorgio Lauro (conduttore radiofonico Rai). Oltre ad un’edizione normale, distribuita nelle librerie, esiste un’edizione limitata, riservata alle presentazioni e con un costo maggiore. «Com’è nato il pop targato Italia? A dieci anni dalla morte di Lucio Battisti, Giulio Rapetti Mogol, settantuno anni e smalto inossidabile, racconta aneddoti e ricordi del loro lungo sodalizio artistico, dal quale sono nati successi immortali come Fiori rosa, fiori di pesco, Emozioni, Pensieri e parole, Il mio canto libero. Racconta il Battisti più intimo e sconosciuto, il volto familiare del ragazzo timido che calcava il palco nascondendosi dietro vestiti colorati e capelli molto lunghi e molto ricci. Racconta la genesi delle canzoni e il feeling tra musicista e autore, lo struggimento e la commozione, le risate e le follie, l’edito e l’inedito. Perché dicevano che erano fascisti, quella volta che fecero un viaggio a cavallo, i motivi della loro separazione e le canzoni che ancora Lucio gli ispira dal cielo. E poi il Cet, la sua scuola di musica in Umbria, il laboratorio culturale dove da anni s’incrociano suoni e musica d’eccellenza, la Nazionale cantanti e i nuovi progetti».
  • Titolo: Il mio amico Lucio Battisti
  • Sottotitolo: Intervista a Mogol
  • Autore: Claudio Sabelli Fioretti/Giorgio Lauro
  • Editore: Aliberti
  • Collana: CSF (Le interviste di Claudio Sabelli Fioretti)
  • Pagine: 144 + 8 pagine fotografiche
  • Prezzo: € 18,00 (edizione limitata € 25,00)
  • Data: 9 settembre 2008
  • ISBN: 978-88-74-24342-6

 

Un pensiero su “Il mio amico Lucio Battisti

  1. Marcella

    Il libro e’ un’intervista fatta a Mogol, riguardo il suo rapporto con Battisti.
    Si ripercorrono i primi periodi di lavoro insieme, il successo, la rottura e la scomparsa di Lucio.
    All’inizio si potrebbe cadere nell’errore di pensare che il testo non sia altro che un ostentazione del lavoro svolto da Mogol e i frutti che ne conseguono: il successo, la costruzione del CET ecc… invece tutto ciò pur essendoci, passa in secondo piano.
    I capitoli sono brevi, l’impaginato spazioso consente una lettura ritmata da pause che permettono di cogliere la profondità del rapporto tra i due. Infatti, anche se le cose raccontate da Mogol risultano quasi tutte conosciute a chi ormai ha letto altri libri su Lucio, nelle pause tra una domanda e l’altra si percepisce che tra “il poeta” e Battisti c’era veramente un forte legame di amicizia e non solo un semplice rapporto di lavoro. È in questo aspetto che si può cogliere l’importante elemento caratterizzante del libro.
    Da segnalare, alla fine del volume, l’inserto con foto di entrambi gli artisti, in grande formato e alcune poco conosciute.

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