Almeno l’inizio

Mai dimenticato – “ma c’è qualcosa che non scordo” – Lucio Battisti, nel cui mistero artistico e umano si avventurano le preziose pagine di questo libro, vive, anche a 12 anni dalla scomparsa terrena, dentro l’anima di ognuno, grazie all’intensità ed alla sincerità della sua poetica musicale. Luminoso e vero, ha trasformato in virtù perfino le sue imperfezioni e oggi, dopo l’ascolto di una splendida sua canzone, perfino il silenzio stesso che segue sa di Lucio. Nell’abbondanza dei suoi ripropositori-imitatori c’è, per fortuna, oggi chi, in commoventi concerti, ne ripropone con coerenza e toccante sensibilità lo spirito ed i respiri: sono Pino Torre, incantevole nella sua Battistiana voce, e la 10 HP BAND, in Asti e non solo.
Un’esperienza da non perdere per ritrovare dentro di sé il significato del transito terrestre di un’anima di Luce, vero Artista che, nella propria mai tradita coerenza, ci ha regalato un’epoca che non ritornerà: quella che, detta “l’era di Battisti-Mogol-Panella”, ci ha indicato nella speranza e nell’Amore la sola via che abbia un senso percorrere in questa vita. Buona lettura… E grazie LUCIO.
  • Titolo: Almeno l’inizio
  • Sottotitolo: Omaggio all’arte di Lucio Battisti
  • Autore: Maurizio Macale
  • Editore: Bastogi Editrice Italiana
  • Collana: Musica/Lo scarabeo
  • Pagine: 114
  • Prezzo: € 10,00
  • Data: 2010
  • ISBN/EAN: 978-88-6273-283-3

 

Un pensiero su “Almeno l’inizio

  1. Marcella

    Il libro, sembra una serie di pensieri e sensazioni collegata all’attività artistica di Battisti: col procedere delle pagine, decade in un delirante e sconclusionato testo.
    L’apice si raggiunge quando l’autore inventa un’improbabile intervista a un altrettanto improbabile Battisti. Chi lo conosce anche in modo superficiale, sa bene che non avrebbe mai fornito le risposte che lo scrittore gli mette in bocca.
    Alla fine della lettura, si rimane incerti su quale scopo si fosse prefisso l’autore: in ogni capitolo, le canzoni di Lucio sono l’occasione per scadere in un rimpianto nostalgico della situazione politica degli anni ’70 e nel continuo richiamo a una della tante cover band Battistiane piemontesi.
    Lo sconsiglio sia a chi si avvicina per la prima volta a un’opera letteraria su Lucio che ai più esperti: veramente un libro unico anche per una persona, che come la sottoscritta, pensava di avere letto qualsiasi cosa sull’artista reatino.

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