Lucio Battisti – Davanti a me c’è un’altra vita

I ragazzi e le ragazze e gli adulti di ben tre generazioni hanno amato – ed amano – come qualcosa di appartenente strettamente alla propria esistenza ed alla gelosa intimità, le emozioni, la musica, i pensieri e parole dell’indimenticabile “amico” Lucio Battisti, scomparso in modo rapido ed inaspettato il 9 settembre 1998, a 55 anni, venti giorni prima, cioè, di quel mitico 29 settembre, la splendida canzone che gli aveva dato il successo insieme all’attento e sensibile “poeta” Mogol (Giulio Rapetti).

Riproporre, quindi, la vita e l’arte del dolce “cucciolo”, come era soprannominato da giovane dagli amici, che vive sempre nel nostro cuore, era il modo – doveroso – e più naturale per ricordarlo e per ringraziarlo, proprio come fa il presente volume, che, dell’opera di Battisti, esamina, canzone per canzone, l’intero repertorio, senza nulla escludere, dal 1966 al 1994.

  • Titolo: Lucio Battisti – Davanti a me c’è un’altra vita
  • Sottotitolo: Storia di un’anima di musica
  • Autore: Andrea Mariotti / Maurizio Macale
  • Prefazione: Fabio Martini
  • Editore: Bastogi Editrice Italiana
  • Pagine: 136
  • Prezzo: Lit. 20.000/€ 10,33
  • Data: novembre 1998
  • ISBN: 88-8185-179-2

1 thought on “Lucio Battisti – Davanti a me c’è un’altra vita

  1. Marcella

    Lo scritto è uscito subito dopo la scomparsa di Battisti, ciò si nota dai continui “Bravo Lucio” o “Fantastico Mogol” che denota come l’opera sia nata sull’onda dell’emotività e fa risultare il tutto “poco digeribile” a chi lo legge a distanza di anni.

    Il libro si apre con varie interviste tra cui spicca quella più lodevole di Franco Battiato, dove esalta Lucio al livello di grandi artisti dell’Opera, perché come loro ha fatto cantare tutti gli italiani. Si cerca di fare un’analisi dei capolavori di Battisti, ma lo scopo non viene raggiunto visto che le canzoni vengono, sì citate, ma poco analizzate e sussistono gravi errori temporali e omissioni: per esempio: viene datato prima l’album “Il mio canto libero” di “Umanamente uomo: il sogno”; non viene mai citato “Volume 4”, nemmeno nella biografia, dove però ci sono altre raccolte minori! Questo denota come il materiale sia stato raccolto in modo frettoloso e approssimativo.

    Fortemente discutibile è la comparazione tra “La luce dell’est” e “L’infinito” di Leopardi. Infatti si scopre che uno degli autori (Andrea Mariotti) è uno studioso del poeta di Recanati e il raffronto tra le due opere appare forzato. Più interessante è la parte dedicata ai bianchi: forse perché quelli se li sono dovuti ascoltare per bene e non potevano andare a memoria.

    Originale è la parte finale dove vengono analizzati vari fenomeni non del tutto legati all’opera di Lucio come Leda Battisti e gli Audio 2.

    Si chiude con interventi di Mina e Mogol tratti da interviste pubblicate subito dopo la morte di Battisti e quindi già note.

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