Lucio Battisti – Canzoni e spartiti

Frankestein era il mostro o il dottore che lo creò? Molti se lo domandano ancora. Mogol-Battisti: chi è l’autore e chi l’esecutore? Il dibattito continua ancora, Qui troverete tutta la documentazione che serve a farsi un’idea dell’affaire: i testi migliori di Mogol e le musiche più belle di Battisti. E anche una lettura critica dei misteri della strana coppia: che è l’autore, chi il personaggio? Qual è il segreto della necrofilia e del cannibalismo che traspariscono nelle loro canzoni? La loro religiosità è cristiana, laica o pagana? Sono una coppia chiusa o aperta? Che rapporto hanno avuto e hanno le loro «canzoni d’amore» col nostro modo di vivere i rapporti? Domande. Perché di fronte al più grosso fenomeno discografico e non solo discografico degli ultimi dieci anni in Italia, è giusto porsi delle domande. Anche se alla fine l’assassino non si trova.
  • Titolo: Lucio Battisti – Canzoni e spartiti
  • Autore: Gianfranco Manfredi
  • Editore: Roma, Lato Side
  • Pagine: 125
  • Prezzo: Lit. 3.000/€ 1,55
  • Data: marzo 1979

1 thought on “Lucio Battisti – Canzoni e spartiti

  1. Hegel94

    Pubblicato nel marzo del 1979 appartenente alla collana “Lato Side”.
    Si tratta a tutti gli effetti di un “libretto” senza molte pretese (a rileggerlo oggi!), suddiviso in quattro parti concise e non prive di errori. La prima parte è sicuramente la più interessante, essendo questa l’unica sezione del libro avente carattere di commento. È un saggio a firma di Gianfranco Manfredi che va ad analizzare le canzoni di Battisti e attraverso queste si propone di dare un “peso reale” al binomio Battisti-Mogol, o forse si dovrebbe dire Mogol-Battisti, perché in definitiva la cosa più rilevante che traspare da questo scritto, è la figura di un Battisti nettamente in secondo piano e quasi succube della personalità e della genialità del suo paroliere.

    Il saggio si sviluppa in maniera abbastanza scorrevole, accompagnando il lettore attraverso un analisi in più punti un po’ troppo azzardata in cui si toccano temi anche “pesanti” come la necrofilia, l’orgasmo, il cannibalismo e il potere sempre attraverso la rilettura e relativa interpretazione di stralci dei testi di Mogol. È un vero peccato però che queste citazioni dei testi, contengano spesso errori (purtroppo) anche grossolani.

    La seconda parte del libro è dedicata alla discografia e si occupa solo degli LP ignorando di fatto i 45 giri, la terza e quarta parte sono dedicate ai testi e agli spartiti di poco più di 15 canzoni in totale.

    Da ricordare infine, le cinque foto di Lucio in bianco e nero a firma di Cesare Monti, che vanno a impreziosire l’intero lavoro.

    Nonostante tutto, ritengo si tratti comunque di un libro da “salvare” fra quelli scritti su Lucio, perché scritto dall’autore con coraggio, senza peli sulla lingua e inoltre, è da ritenersi il primo “vero libro” riguardante Battisti.

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