Battisti – La vita, le canzoni, il mistero

1° ottobre 1978. Durante l’irruzione nel covo delle Brigate Rosse in via Monte Nevoso a Milano, i carabinieri fanno una bizzarra scoperta. Insieme a preziosi e controversi documenti, fra cui i memoriali di Aldo Moro, assassinato pochi mesi prima, trovano, allineati con cura in uno scaffale, tutti i dischi di Lucio Battisti. A lungo osteggiato dalla sinistra perché sospettato di nutrire simpatie neofasciste, il padrone incontrastato delle hit-parade di quegli anni scopre così che, mentre sferravano l’attacco al cuore dello Stato, i comunisti rivoluzionari ascoltavano la sua musica e canticchiavano i suoi ritornelli. Curioso destino, per chi si è sempre proclamato orgogliosamente un disimpegnato, un «disi-tutto», mantenendo una rigorosa separazione tra impegno politico e creatività artistica. Eppure, canzoni come Emozioni, Mi ritorni in mente, Acqua azzurra, acqua chiara, Fiori rosa, fiori di pesco, Una donna per amico, per citare i titoli più noti, hanno scandito il ritmo non solo di un’educazione sentimentale ma anche di una transizione politica, sociale e culturale che ha coinvolto milioni di persone. Leo Turrini ripercorre l’avventura artistica e umana di Lucio Battisti facendone lo specchio delle cronache difficili e intense dell’Italia tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta. Sullo sfondo di un paese che cambia, si snoda il suo viaggio davvero unico. Da Poggio Bustone, nell’entroterra laziale, dove sin da bambino aveva coltivato la passione per la musica, alla California, dove nel 1977 tenne in un bar il suo ultimo, segreto concerto…
  • Titolo: Battisti
  • Sottotitolo: La vita, le canzoni, il mistero
  • Autore: Leo Turrini
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Ingrandimenti
  • Pagine: 235
  • Prezzo: € 18,00
  • Data: agosto 2008
  • ISBN: 978-88-04-58144-4

 

2 thoughts on “Battisti – La vita, le canzoni, il mistero

  1. elauksap

    Un entusiasmante libro sulla vita e sulla produzione di Lucio Battisti. L’autore riempie il testo di dettagli, non lasciando niente al caso, mettendo come sfondo della narrazione gli avvenimenti storici che accadevano in quegli anni (come ad esempio le rivoluzioni del ’68). Importanti sono gli accenni al discorso degli inediti mai pubblicati ufficialmente e delle cause del successo non riscontrato all’estero, con gli album “Images” e “A Woman As A Friend”. Un’altra nota senza dubbio di merito, è un capitolo intero dedicato a Pasquale Panella, sempre attaccato dalle critiche del tempo. Il libro contiene anche alcune fotografie (in bianco e nero) che ritraggono Battisti, o comunque personaggi a lui legati, e citazioni “d’autore”. Un libro emozionante, pieno di colpi di scena e di leggende metropolitane sfatate; sicuramente da comprare, per i veri amanti di Lucio.

  2. Marcella

    Il libro è gradevole alla lettura e sicuramente consigliabile a chi si approccia per la prima volta alla figura di Lucio, ma a volte non risulta obbiettivo, prendendo volutamente posizione su argomenti come i giudizi sulla famiglia di Battisti (poco celati quindi molto intuibili) o trascurando le ultime opere del nostro artista, ritenendoli lavori minori.

    Questa biografia ha lo scopo di far conoscere, soprattutto per chi non l’ha potuto vivere, il rapporto tra le opere di Lucio e il tempo in cui vengono pubblicate, confrontandole anche con gli eventi sociali dell’epoca. Pur avendo, quindi, un buon proposito nell’originalità del taglio dell’opera, il giornalista non riesce a tenere per tutto il libro questo intento, diventando così più che altro una ricerca dell’aneddoto meno noto. Si approfondisce poco il perché il binomio Mogol-Battisti, da tutti considerato solo capace solo di fare canzoni d’amore, fosse invece innovativo con opere molto critiche verso la società di allora come “Anche per te” o “Ma è un canto Brasileiro”o “Dio mio no”.

    Turrini si dilunga molto nel cercare di capire cos’è che ha portato alla separazione artistica tra il paroliere e il cantante di Poggio Bustone, arrivando persino a dedicargli un intero capitolo, dove alla fine ne esce sicuramente una tesi nuova. Infatti fa intendere che la divisione artistica tra Mogol e Battisti non fosse dovuta solo a un problema di denaro e di proventi SIAE come risaputo ai più, ma per un dislivello culturale tra i due. La considerazione è che Mogol e Battisti fossero persone profondamente “diverse”. Uno era un poeta, l’altro un musicista nel senso pieno della parola: erano quindi artisti con un sentire diverso. Precisamente scrive che Lucio, alla fine degli anni ’70, fosse stufo di sentirsi ancora considerato il meno intellettuale tra i due. Ciò viene sostenuto anche da Mogol proprio nel libro di Turrini.

    Da segnalare l’allegato fotografico con alcune immagini interessanti perché poco note.

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